Bologna 26 maggio, Referendum per il finanziamento ESCLUSIVO alla scuola pubblica


33 1Il 26 maggio a Bologna si vota per il referendum promosso dal Comitato art.  33 per il rifinanziamento della scuola pubblica e la cancellazione del finanziamento alle scuole private paritarie.

Bologna riguarda l’Italia: firma l’appello  http://referendum.articolo33.org/firma-lappello/

Queste sono le argomentazioni del comitato promotore:

E’ un dato di fatto che molti genitori, che chiedono l’iscrizione alla scuola pubblica comunale o alle scuole statali, laiche, democratiche, pluraliste e gratuite, non la ottengono per carenza di posti. Pertanto, a fronte della gratuità della scuola comunale e statale, sono costretti ad iscrivere i propri figli a scuole private a pagamento la cui impostazione culturale e religiosa non condividono. Leggi il seguito di questo post »


Orizzonte 48, Le Supply Side policies dell’UE


Questo articolo di Orizzonte 48 dovrebbe essere letto da chi – dotato di pazienza o, in alternativa, di curiosità, unita a un minimo di cultura economica – si stia chiedendo quali politiche economiche stia elaborando il nuovo esecutivo e in cosa consistano i misteriosi dodici miliardi evocati dai TG serali che dovrebbero salvarci.

Dunque riassumiamo. 

Imposta in Europa, di sicuro in Italia, la dottrina delle banche centrali indipendenti, un gruppo di banchieri si chiude in una stanza e tira fuori Maastricht.

Cioè (a tacere del resto, che conta però molto meno se conservi la sovranità monetaria e quindi quella fiscale), un’area valutaria (non)ottimale in cui il potere di emettere moneta, per gli Stati aderenti, apparteniene ad una banca centrale indipendente, non correlata ad alcun governo fiscale dell’area stessa. E quindi una moneta unica affidata esclusivamente alle determinazioni di tale banca indipendente circa i tassi e le operazioni sulla liquidità: il tutto, con certezza, nell’ambito di una politica monetaria “credibile” nel senso predicato dai Lucas e dai Sargent, che cioè fosse esclusivamente (nel tempo ciò ha superato per default ogni altro dato normativo dei trattati), volta a garantire la stabilità dei prezzi, cioè a combattere l’inflazione. Leggi il seguito di questo post »


Marco Dotti, Testa ben piena o ben fatta? Il terzo istruito di Michel Serres


Serres

L’agile ricognizione del pensiero educativo di Michel Serres tratteggiata da Marco Dotti in occasione della traduzione italiana di Non è un mondo per vecchi per Bollati Boringhieri.

Nel ventiseiesimo capitolo del primo libro dei Saggi, Michel de Montaigne scriveva:Montaigne

«Non c’è ragazzo delle classi medie che non possa dirsi più sapiente di me, che non so nemmeno quanto basta a interrogarlo sulla sua prima lezione».

Che cosa accadrebbe, si chiedeva Montaigne, se a quella lezione si fosse in qualche modo costretti? Non ci si troverebbe – «assai scioccamente», puntualizzava – vincolati a una costrizione ancora più grande? Non saremmo costretti a servirci di «qualche argomento di discorso più generale, in base al quale esaminare l’ingegno naturale dei ragazzi: lezione sconosciuta tanto a loro quanto a me»?

Il saggio che Montaigne pone al centro della sua idea di educazione è ricordato soprattutto per un’altra affermazione, che ha assunto il ruolo di massima e come ogni massima ha subito il non sempre fausto destino di essere più citata, che compresa. Montaigne affermava, infatti, che è meglio una testa ben fatta, che una testa ben piena.

Parlando di «tête bien faite» e contrapponendola alla «tête bien pleine» intendeva riferirsi prima di tutti al precettore, all’insegnante e, per estensione, anche al ragazzo che dovrebbe essere assecondato nel desiderio. Altrimenti, scrive, concludendo la propria dissertazione, «non si fanno che asini carichi di libri». Ma che cos’è un «asino carico di libri»? Leggi il seguito di questo post »


Dedications to Massimo Urbani


L’avanguardia risiede nei sentimenti, non nelle forme.

Massimo Urbani

Il mio preferito e da sempre maggior rimpianto: quello di aver cominciato ad amare il jazz troppo tardi per poterlo ascoltare a due metri. Spezza il cuore vederlo suonare Lover man tra il brusio e la distrazione di quanti non si resero conto di trovarsi davanti un artista meraviglioso, un poeta, un musicista indimenticabile.

E non si può non piangere entrando in quello sguardo azzurro che si asciuga una lacrima, poi si schermisce, in fondo a Blues for Bird.

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Rosa Luxemburg, A Sonja Liebknecht


rosa_luxemburg17 dicembre 1917. Dal carcere di Breslavia, Rosa Luxemburg scrive all’amica Sonja Liebknecht (moglie di Karl) nel suo terzo anno di detenzione. Due anni dopo – nel corso della rivolta di gennaio - verrà assassinata con i calci dei fucili dai Corpi Franchi dell’esercito tedesco insieme a Karl Liebknecht; il suo corpo gettato nella Sprea.

Sonicka, passerotto mio, la vostra lettera mi ha fatto tanto piacere [...].

E’ ormai un anno che Karl è rinchiuso a Lackau. Ci ho pensato spesso in questo mese e proprio un anno fa voi eravate da me a Wronke e mi regalaste quel bell’albero di Natale. Quest’anno me ne sono procurata uno qui, ma è misero, spoglio di molti rami, non c’è paragone con quello dell’anno scorso. Non so proprio come farò a metterci gli otto lumini che ho rimediato.

E’ il mio terzo Natale in gattabuia, ma non fatene una tragedia. Sono calma e serena come sempre. Ieri sono stata a lungo sveglia – adesso non riesco ad addormentarmi prima dell’una, però devevo essere a letto già alle dieci – così, al buio, i miei pensieri vagano come in sogno. Ieri dunque pensavo: quanto è strano che, senza alcun motivo particolare, io viva sempre in un’ebbrezza gioiosa. Me ne sto qui, ad esempio, in questa cella oscura, sopra un materasso duro come la pietra, intorno a me nell’edificio regna come di regola un silenzio di tomba, sembra di essere rinchiusi in un sepolcro: attraverso la finestra si disegna sul soffitto il riflesso della lanterna accesa l’intera notte davanti al carcere. Leggi il seguito di questo post »


Alexandros Panagulis


Nel trentacinquesimo anniversario della morte di Alekos Panagulis.

Se per vivere, o Libertà
chiedi come cibo la nostra carne
e per bere
vuoi il nostro sangue e le nostre lacrime
te li daremo
Devi vivere

Dicembre 1971

Il 13 agosto 1968 il poeta e rivoluzionario Alexandros Panagulis, insieme ad altri compagni della «Resistenza greca», mette in scena nei pressi di Varkiza l’attentato al dittatore Georgios Papadopoulos, salito al potere con un colpo di Stato militare, detto “dei colonelli”, nell’aprile del ’67.

Alexandros (Alekos per gli amici – e per la polizia), nato nel 1939 ad Atene, era il secondogenito di tre fratelli, tutti democratici e antifascisti (il maggiore, Giorgios, fu anch’egli vittima del regime). Dopo essersi laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico nazionale di Atene, Alekos diserta il servizio militare, fonda il gruppo «Resistenza Greca» (movimento politico che i colonnelli non riuscirono mai a smantellare) e si auto-esilia a Cipro, dove per mesi progetta un piano d’azione per sbarazzarsi di Papadopoulos. L’attentato, tuttavia, fallisce: delle due mine che dovevano far saltare in aria la Lincoln blindata del dittatore ellenico ne esplode solo una dopo il passaggio dell’auto blindata. Leggi il seguito di questo post »


Keith Jarrett, Kohl Concert (1975)



Roberto Sicuteri, Sagittario


La descrizione mitico-simbolica del nono segno dello Zodiaco che esprime la dualità qualitativa delle energie e dei piani di applicazione. Segno mobile, appartenente al triangolo dei segni di Fuoco. Tratto da Astrologia e mito. Simboli e miti dello Zodiaco nella Psicologia del Profondo, Roma, Astrolabio, 1978, pp. 81-88. Qui, l‘Introduzione. Qui, l’Ariete e il Leone.

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